Thursday, November 29, 2018
Economia

Alla scoperta del vinile

Negli ultimi anni in ambito musicale si sta assistendo al ritorno del disco in vinile: lanciato sul mercato per la prima volta nel 1948 negli Usa dalla Columbia Records e scomparso poi negli anni ’90 con l’avvento del compact-disc, è tornato sugli scaffali dei negozi di musica come un prodotto per veri intenditori.

Le statistiche affermano che solo nel 2017 sono stati venduti più di 40 milioni di vinili con un giro di affari che, nonostante non batta il ben noto compact disc, si attesta tuttavia a un miliardo di dollari, cifra che ha stuzzicato l’interesse di numerosi artisti, di illustri etichette musicali e soprattutto dei produttori di giradischi.

Fin dalla sua comparsa, il disco in vinile è stato considerato come un’evoluzione dei precedenti 78 giri ed era realizzato in gommalacca.

Si compone di una piastra circolare incisa con un solco a spirale a partire dal bordo esterno, che consente la riproduzione di suoni.

Successivamente, si ottennero vinili di qualità superiori in modo da ridurre i giri a 33 e mezzo, comportando così un aumento della durata di ascolto.

Per ascoltare un disco in vinile si ha bisogno di un supporto adeguato costituito dal giradischi.

Questo supporto consente al suono di essere riprodotto analogicamente tramite una puntina posta sul solco inciso.

Il disco ruotando, consente che la puntina generi vibrazioni che derivano dall’irregolarità del solco che, attraverso lo stilo su cui è montata, vengono portate ad un trasduttore o per meglio dire un rilevatore di suoni.

Ascoltare un disco in vinile significa avere la certezza di una qualità acustica eccellente: il suono, che viene riprodotto in base ad un procedimento meccanico o analogico, assicura una fedele riproduzione della musica in particolar modo di quella registrata prima dell’avvento delle tecnologie digitali.

Tutto ciò si riesce a notare solo nel caso in cui le componenti del giradischi siano di altissimo livello e se vi sono parametri perfetti.

Si può affermare quindi che, in impianti di categoria elevata, il vinile è da considerarsi superiore al CD soprattutto per la qualità e i dettagli sonori, prevedendo tuttavia dei costi maggiori a parità di qualità di riproduzione.

C’è da dire però che il disco in vinile mostra alcuni svantaggi:

  • va incontro ad usura e a graffi, compromettendone così la funzionalità e la qualità acustica,
  • non è di facile utilizzo in quanto per garantirne la qualità acustica, ad ogni ascolto, si dovrebbero pulire sia il disco che lo stilo della testina di lettura.

 

Ciononostante, molte persone stanno tornano al vinile in quanto non solo si ha la sensazione di toccare la musica “con mano”, ma anche perché molte delle canzoni del passato sono state incise sui vinili prima che in altri modi e quindi è giusto ascoltarne la versione originale.

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